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Glotek

Novembre 2002. Firenze diventa spazio pubblico globale. Il Social Forum Europeo porta decine di migliaia di attivisti appartenenti a movimenti di tutta Europa e dal mondo, a confrontarsi qui, per discutere le istanze del movimento globale. Durante il sabato notte che segue la grande manifestazione contro la guerra, una ZOT si accende all�interno delle ex-Officine Galileo, cantiere del futuro Centro di Arte Contemporanea di Firenze, quasi finito e fermo da anni per questioni legali e burocratiche. Dopo le tensioni preliminari la manifestazione pacifista del Social Forum riesce perfettamente, portando nelle strade di Firenze più di mezzo milione di persone che si scioglieranno in una sfilata dal clima felice e disteso. Favorite dal clima di deflusso sereno che si instaura in città, alcune decine di persone entrano nel cantiere nel cuore di Rifredi, con furgoni, generatori, sound system, videoproiettori e nell'arco di mezz'ora danno il via alla musica. Il passaparola telefonico e gli SMS fanno il resto, raggiungendo migliaia di giovani giunti in città per la manifestazione, e in pochi minuti il posto è pieno di persone che ballano. L'organizzazione anche se clandestina e spontanea ha tenuto conto di tutto, ed anche il furgone di una organizzazione non-profit che fa servizio di assistenza di strada installa il suo punto di assistenza e di informazione, una chill out con personale addestrato e medici volontari. Il tutto si svolge senza problemi, e riesce in maniera clamorosa ad "inaugurare" il Centro d�Arte Contemporanea, abbandonato da anni a se stesso, con un evento artistico collettivo inventato da una moltitudine anonima ed allo stesso tempo fortemente connotata dalle sue pratiche. L'evento viene presentato dichiaratamente in chiave anti copyright, per la libera circolazione dei saperi, come atto di sensibilizzazione contro l'adozione di inasprimenti legali e tassazioni statali contro tutte le pratiche di scambio di opere dell'ingegno, anche quelle non protette da diritti. La scelta di quel luogo invece di altre possibili e meno eclatanti locations periferiche è rivendicata come una azione politica e polemica sulla gestione degli spazi culturali e sociali in città. Tra i vari effetti retroattivi dell'azione, il fatto che riemerga nella pubblica opinione la consapevolezza di questo importante progetto bloccato, seppur per breve tempo e che l'amministrazione si riattivi per rimettere in moto l'iter del centro per l'Arte Contemporanea. Almeno per un po'. A tuttoggi il cantiere è fermo, e sembra che l'unica cosa che si sia fatta e di cercare di attribuire le responsabilità di presuni danni a alcuni nomi più noti del movimento e caricarli legalmente di una richiesta danni...

-- LoW - 09 Dec 2005