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Appunti per disegnare una mappa dei poteri e delle relazioni MetroPolitiche.
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Notizia di ieri: BaldassiniTognozzi si fonde con Pontello. I nomi storici del cemento in Toscana ed a Firenze diventano una unica impresa. Sempre questa settimana, Dominici, sindaco, Biagi, assessore , e Ligresti, Fondiaria, annunciano il rilancio del progetto urbano per l’area di Castello. Cos’è la Fondiaria-SAI? Se guardate in giro per Firenze, sopra i portoni di moltissimi edifici sono discretamente affisse le targhette metalliche della Fondiaria… Poi c’è la CooP: con quella abbiamo continuamente a che fare, una fabbrica per la costruzione di cittadini e città.
Mi viene da pensare che nel nostro “quaderno di appunti condivisi” in rete sia l’ora di cominciare ad aprire delle pagine di note sugli attori economici e politici che trasformano e controllano lo sviluppo urbanistico. La famosa mappa delle relazioni metropolitche, che secondo me resta uno degli esercizi più interessanti che possiamo affrontare come collettivo. Basterebbe già fotografare i cartelloni dei cantieri per mappare quali imprese stanno costruendo e dove, per iniziare... Potremmo rintracciare le loro sedi i centri direttivi, da dove esercitano il loro potere. Provare a capire quale relazione c’è tra politiche locali e altre scale, fino a quelle multinazionali e globali.
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... si tratterebbe di
>> disegnare una
>> legenda e cominciare ad immaginare la simbologia e i codici grafici >> per >> rappresentare gli iontrecci di potere e interessi speculativi, le >> proprietà >> fondiarie, le sigle e le scatole cinesi dietro cui si celano quelli >> che >> fanno e disfanno la città. A me mi attira moltissimo come lavoro. >> Chi è >> interessato? MIK > minchia che lavoro! > nn so se avrò tempo da dedicare ad una simile attività... in merito > infatti vorrei dire che: > una mappa del genere deve essere dotata di attendibilità nelle sue > ricostruzioni, attendibilità chje solo il nostro scrupolo può garantire. > dunque si tratta di ottenere informazioni precise su società, > relazioni, proprietà, mandati eccecc: informazioni riservate e > difficili da recuperare, io nn saprei neanche da dove cominciare... > dico questo perché io non vorrei fare l'ennesimo dossier da centro > sociale con tanto cuore e tante idee e una approssimazione tale da > renderlo inutile: a quel punto crei invece di analizzare... > perché nn partire dal territorio? mappiamo le aree "in cura", e poi > scegliamo su quali focalizzare e fino a quale livello (di scaffali > del catasto) LOW Sono più o meno daccordo... Non dobbiamo pensare di mappare a tappeto una realtà complicatissima e pressochè inafferrabile. Propongo piuttosto di pensare ad una leggenda, a dei codici di rappresentazione, alle categorie da adottare in una ipotesi di mappatura di tali entità e relazioni. A partire dalle cose che abbiamo già rilevato, seppur minime... In che categoria mettiamo la coop? E Baldassini e tognoli? E la fondiaria? Come li connettiamo ai pezzi di città che posseggono, costruiscono, gestiscono? Come rappresentiamo i conglomerati di project financing che riuniscono università, amministrazioni pubbliche, costruttori, banche per trasformare pezzi di città come Novoli o Castello? Come rappresentare in maniera sintetica e visibile il modo in cui determinati soggetti sono in relazione con determinate parti di territiorio, come proprietari o come investitori di capitale nella sua trasformazione o come esecutori materiali? Potrebbe anche risultare una mappa impossibile. Potremmo decidere di iniziare da un'altra. Ma fare una discussione su come si potrebbe tracciare una simile mappa mi sembra stimolante... E forse il primo passo potrebbe essere tracciare la mappa delle ZoneCalde, per cominciare al inkarle con i SoggettiEconomici e i SoggettiIstituzionali visibilmente coinvolti nella loro trasformazione. Da questo punto di vista il tour psicogeografico PrimaeDopolaCura potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Chi ha sgomberato e fatto sgomberare quindici anni di esperienze di autogestione a firenze? Chi ci ha costruito sopra, e cosa? Dobbiamo tessere una tela, annodando insieme i fili di tutte le esperienze sensibili ed attive cha incontriamo nel raccontare come sta cambiando la città... | |