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COMITATO S. SALVI CHI PUO’
SAN SALVI
cronistoria di uno scippo urbano
L ' area di S. Salvi a Firenze, costituita da un ex complesso manicomiale rilevante per dimensioni, di notevole pregio architettonico, immerso in un parco storico con alberi da alto fusto di pregevole valore naturalistico e ambientale, è minacciata da un’operazione speculativa che:
• frantuma la sua sostanziale struttura unitaria suddividendola in parti ciascuna destinata ad una funzione specifica (residenza, parcheggi, attrezzature socio-sanitarie, ecc.),
• non favorisce l’integrazione dell’area con il quartiere,
• compromette l’integrità degli spazi a verde del parco,
• privatizza il parco imponendo la costruzione di residenze private di lusso,
• crea una notevole congestione di funzioni (centro direzionale, auditorium, ecc.) e di traffico nella zona,
• espelle le occupazioni dei senza casa e il variegato mondo della sperimentazione culturale e sociale ora esistente.
Questo complesso si è miracolosamente salvato dalle mire speculative non certo grazie a consapevoli decisioni di governo del territorio, ma per circostanze fortuite dovute alla natura particolare dell’istituzione che lì aveva operato per circa 90 anni, separata da un muro di cinta non solo fisico, ma anche normativo e sociale rispetto alla realtà circostante.
Da alcuni anni l’area è in un grave stato di degrado architettonico e ambientale che diventa ora pretesto per una ristrutturazione che ne sbriciola la struttura unitaria sottraendola all’uso pubblico dei cittadini.
Il passaggio di proprietà dal Comune all'ASL e la trasformazione in azienda di questo ente, unitamente alla situazione di crisi strutturale della finanza pubblica sia a livello centrale che locale, sono il pretesto dell’attuale progetto speculativo che mina l' identità storica e la funzione sociale di S. Salvi.
Il comitato "S. Salvi chi può", costituitosi nel marzo 2004 a seguito di un'assemblea cittadina tenutasi nella sede del quartiere, sta conducendo una campagna di denuncia tesa a divulgare sia i reali contenuti dell'operazione che i gravi vizi del procedimento urbanistico.
PROPONIAMO:
• mantenimento del carattere unitario dell’area,
• l’inserimento di una molteplicità di funzioni rispettose dello statuto di luogo sociale e collettivo di S. Salvi,
• l’apertura a tutto il quartiere con luoghi di incontro e di formazione, laboratori artigianali e ateliers per artisti,
• residenze per singoli, coppie, famiglie sfrattate, gruppi comunitari con spazi comuni, esperienze di autorecupero del patrimonio edilizio,
• potenziamento del sistema del verde unificando il parco storico ai 5 ettari del giardino pubblico già esistente,
• garanzia della totale accessibilità e fruizione delle aree verdi, neanche un metro quadro di verde deve essere sottratto ai cittadini del quartiere,
• valorizzazione della vocazione ecologico – naturalistica di respiro e di quiete del parco storico la cui fruizione dovrebbe essere solo pedonale e ciclabile
LA GIUNTA DOMENICI DEVASTA S. SALVI - NON PERMETTIAMOLO!
-- LoW - 19 May 2005
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