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TELECAMERA AMICA

Uno dei fenomeni più visibilmente in evoluzione nello spazio pubblico contemporaneo è quello della videosorveglianza. Firenze da questo punto di vista rispetta in pieno la tendenza globale. E’ in corso una intensa prolificazione di sistemi di telecamere di controllo sugli spazi pubblici della città, ed in particolare nel centro storico. Una prima istallazione di dispositivi di controllo avviene nel corso degli anni 90’ ad opera della questura, prendendo spunto dal Giubileo, con l’intento di sorvegliare in particolar modo i monumenti e le piazze più grandi o problematiche. Ma nel corso degli ultimi anni è il Comune a prendere in mano decisamente l’iniziativa per gestire la videosorvaglianza, attraverso una campagna denominata telecamera amica. Gli spazi della città vengono dunque sottoposti a sistematico controllo da parte della polizia Municipale, unendo la gestione della mobilità alla pubblica sicurezza. Il circuito delle telecamere è infatti collegato anche con la Questura e con i Carabinieri. Il sistema, che sfrutta l’investimento in un circuito di fibre ottiche fatto dall’amministrazione, circa 40 Km di cavi, che consentono tra l’altro il coordinamento in teleconferenza tra i diversi corpi. 12 Per ottimizzare il sistema di videosorveglianza, e stata avviata la concentrazione delle apparecchiature presso la sala operativa di telecontrollo della Direzione Servizi Tecnici. Attualmente le telecamere in funzione sono 66: 31 sono destinate al controllo della viabilità, 11 invece sono state installate nella zona di San Lorenzo e in quella di Santo Spirito. tra queste la maggior parte sono telecamere “Dome”,(lampioncini) ovvero apparecchiature orientabili e manovrabili a distanza, dotate di sistema di registrazione delle immagini. A queste si aggiungono ulteriori 24 telecamere per adesso non inserite nel sistema delle fibre ottiche ma che lo saranno presto. In estate, nell’intenzione dell’amministrazione, verranno attivate anche 21 telecamere all’interno del Parco delle Cascine: 6 fisse sorveglieranno gli accessi al parco, 15 apparecchi orientabili saranno invece installati all’interno. Per questo progetto, attualmente in corso di realizzazione, sono stati stanziati 400mila euro. I lavori saranno ultimati a luglio. In totale si arriverà a una novantina di apparecchi in funzione in città. Il successivo passaggio sarà l’inserimento nel sistema delle fibre ottiche delle telecamere dello stadio Artemio Franchi: sono una quarantina tra esterne ed interne. L’intenzione è di avere il sistema a regime per il prossimo campionato di calcio. (Informazioni dal Comunicato Stampa del Comune di Firenze, 20 Febbraio 2004)

Dubbi e resistenze su questo tipo di dispositivi di controllo sono molti. In particolar modo il progetto di monitorare con telecamere orientabili l’interno del Parco delle Cascine suscita domande rispetto agli usi ‘borderline’ che si fanno del parco, al diritto all’intimità e al sesso nello spazio pubblico, in spazi tradizionalmente frequentati per usi alternativi e generalmente tollerati, che fanno parte dell’identità del luogo, ed all’indiscriminato uso repressivo che certi strumenti potrebbero avere. D’altra parte il Comune ha investito su una campagna pubblica per presentare e promuovere il sistema di videosorveglianza che sembra riuscire nell’intento di produrre l’accettazione piuttosto ampia del fenomeno. Le voci critiche rispetto al progetto sono molto poche. Gruppi di attivisti che si occupano di monitorare questi fenomeni hanno proposto delle mappature disponibili in internet, ma da parte sua il comune stesso ha provveduto ad inserire l’elenco delle telecamere con indicazione del relativo campo di visione sul sito della Polizia municipale. Un aspetto importante a mio avviso da notare è che il la questione della sicurezza urbana si va ampliando ed amplifi cando nel contesto discorsivo in maniera che appare indipendente dall’oggettiva realtà dei fenomeni di criminalità. A fronte di una diminuzione dei casi criminali, la percezione diffusa di una mancanza e di una maggiore necessità di sicurezza si amplia, veicolata dai media e amplifi cata dalla fi ction sempre più pervasiva e presente nell’orizzonte culturale. L’aumentare della percezione indiretta e mediata della vita urbana nel contesto di una società sempre più parcellizzata e compartimentata, l’aumentare della diversità evidente delle componenti umane del mondo urbano globalizzato, la sempre minore necessità di venire a contatto e conoscersi data dalla mediazione di servizi effi cienti e privatizzati che si sviluppano tra le persone, hanno portato ad un diffondersi di una narrativa generalizzata dell’insicurezza. Più che dall’intensifi carsi degli episodi criminali, sembra che la percezione dell’insicurezza derivi dal frantumarsi della rete di relazioni sociali che fanno sentire gli abitanti più isolati e circondati da estranei, in un clima di generale indifferenza.

-- LoW - 17 Jul 2006