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CartografiaResistente
Il progetto Cartografia Resistente è nato a Firenze nel 2004, come “laboratorio di esplorazione urbana”, con l’idea di sperimentare modi possibili di articolare esperienze psicogeografiche e forme innovative di rappresentazione dei fenomeni urbani. E’ un laboratorio che intende sviluppare nuove modalità di descrizione del paesaggio in evoluzione, a partire da una prospettiva dal basso, e fornire strumenti accessibili ad un vasto pubblico per la costruzione condivisa di un atlante alternativo della città. L’obbiettivo è quella di produrre visioni differenti ed antagoniste per una città sempre più presa nella morsa dell’economia capitalista globalizzata, preda degli imperativi dettati dal turismo e dalla valorizzazione del patrimonio culturale storico. Il laboratorio è stato avviato da un gruppo informale di persone accomunate da una prospettiva critica sulle trasformazioni della città, che avevano precedentemente condiviso esperienze di conflitti per lo spazio, occupazioni di edifici dismessi e creazione di zone temporaneamente autonome. Il progetto è stato in un primo momento sviluppato all’interno dell’Elettro+, centro di produzione giovanile, sorto a Firenze sulla scia di una serie di interventi ed occupazioni che rivendicavano spazi di espressione. Il laboratorio si è successivamente distaccato da quel contesto, assumendo una collocazione indipendente e nomade.
In una prima fase, attraverso un workshop di due giorni tenuto nell’ottobre del 2004 il gruppo si è posto degli obbiettivi, che riguardavano la produzione di una serie di narrazioni e mappe riguardanti il paesaggio fisico, politico e mentale della città. La discussione ha esplicitato una vasta serie di idee e di possibili campi di applicazione, focalizzando diversi aspetti della configurazione urbana che sarebbe stato interessante descrivere e mappare. Questo primo elenco includeva una mappa dell’intensità della vita pubblica, una degli spazi negati, una delle controgeografie dei corpi - che raccontasse i microcomportamenti quotidiani che ridefiniscono e “detournano” gli spazi progettati-, una mappa dei poteri, ovvero un tentativo di rappresentazione grafica delle relazioni di potere che si sviluppano tra i principali attori economici e istituzionali che agiscono a Firenze, e così via…
Il progetto è ambizioso ancorchè totalmente privo di risorse economiche e produttive di ogni tipo. Il coinvolgimento dei partecipanti è del tutto volontario. Si pone quindi il problema di come affrontare un simile sforzo disponendo del tempo limitato impiegato da persone appassionate, solo in qualche caso coadiuvate da interessi professionali sull’argomento. Uno dei primi passi è quello di adottare degli strumenti collaborativi di rete per acquisire e organizzare le informazioni raccolte. Inoltre, data la dispendiosità di produrre materiali stampati tipograficamente, avere una pubblicazione dei materiali online in formato digitale diventa una maniera relativamente economica di rendere accessibile il lavoro prodotto. Quindi abbiamo attivato uno spazio collaborativo su internet, www.cartografiaresistente.org che risponde al duplice obbiettivo di essere officina di elaborazione e sito di pubblicazione. Il concetto centrale è di annullare la distanza tra il fornitore ed il fruitore di informazioni, tra il cartografo e l’abitante, tra chi analizza la realtà dello spazio urbano, e chi la vive e la subisce. Potenzialmente tutti possono partecipare ad ampliare una voce, a descrivere un luogo, a precisare un dato o offrire una diversa interpretazione.
La configurazione adottata in un primo momento utilizza software open source di scrittura collaborativa Wiki ed una galleria di fotografie. Il sito wiki consente di inserire testi, aggiungere, pagine, categorie e caricare files di vario tipo tra cui anche suoni ed immagini. Tramite links le parti di testo possono essere collegate alla galleria di immagini. L’accesso è consentito a tutti. Vengono definite alcune categorie base per ordinare i materiali, per luoghi, per percorsi di esplorazione, per argomenti, che via via nell’uso verranno ampliate, precisate e riorganizzate. E’ quanto basta per cominciare ad accumulare materiali di varia natura. L’obbiettivo è poi di integrare il sistema con una mappa interattiva che consenta agli utenti online di creare ed associare dei punti sulla mappa a pagine di testo ed immagini.
Il secondo passo è quello di iniziare una fase di esplorazione dello spazio urbano, cercando di controbilanciare l’approccio mediato dall’uso di tecnologie digitali con l’esperienza concreta del territorio, con il contatto dei luoghi, con un approccio psicogeografico. In qualche modo due polarità tutt’altro che inconciliabili emergono nell’attitudine del collettivo. Da un lato una visione più “situazionista”, influenzata da una spinta al perdersi nella città, alla flanèrie, a cercare conseguentemente delle forme di rappresentazione non cartesiane del paesaggio. Dall’altra una visione più politica e analitica, che intende approfondare visioni critiche sulle trasformazioni della città, sui processi speculativi e sui fenomeni repressivi, fornendo informazioni pratiche ed alimentando forme di resistenza ai processi dominanti.
Inizia quindi una pratica di derive urbane volte ad esplorare la periferia di Firenze, ed allo stesso tempo ad esplorare modi di guardare alla città. Il ciclo iniziale detto Triangolazione è stato eseguito tracciando sulla mappa di Firenze un triangolo che unisce tre elementi costitutivi del paesaggio della zona di espansione della città a nord. L’area Ex-Fiat, soggetta ad un vasto progetto di nuovo insediamento residenziale e terziario, l’Ikea e il carcere di Sollicciano, che forniscono una interessante combinazione di simbologie e poteri, ma possono essere anche interpretati come un totale pretesto. L’idea è di cercare di seguire le rette tracciate sulla mappa il più fedelmenmte possibile, facendo i conti ovviamente con tutti i limiti, le barriere naturali e gli impedimenti di ogni ordine che si possono incontrare camminando per la città. Cercare di seguire una astratta linea retta diventa un modo di leggere la frammentazione, la parcellizzazione e la distribuzione dei confini materiali e psichici del tessuto urbano. Il percorso è stato compiuto in quattro diverse giornate, una delle tratte essendosi rivelata eccessivamente lunga e tortuosa per essere risolta in un giorno solo. I partecipanti hanno preso nota dell’esperienza in vari modi, fotografando, filmando, registrando suoni o scrivendo. Una narrazione corale è stata imbastita a partire dai singoli contributi, attraverso il testo e la galleria di foto connesse sul sito internet. Un racconto in progress che poco a poco si è arricchito aprendo digressioni e collegamenti. Raccontare un percorso lineare nella città si evolve poco a poco nello sviluppo di links con argomenti connessi, immagini e collegamenti ad altre pagine web che contengono informazioni correlate. Lo scoprire argomenti e fenomeni di ordine generale a partire dallo specifico che abbiamo incontrato nelle nostre esplorazioni ha innescato nuove categorie di analisi, fatto aprire nuove pagine di informazioni, nuove catalogazioni, nuovi layers di possibili mappe.
L’esperienza delle tre derive iniziali è stata elaborata successivamente in un evento istallativo che si è tenuto nello spazio expo dell’elettro+ nell’estate 2005. I materiali eleborati attraverso gli strumenti collaborativi di rete sono stati riorganizzati con diverse modalità di output. Tre sequenze fotografiche raccontano lo sviluppo del percorso snodandosi sopra il tracciato disegnato sul pavimento. Lo accompagna un cut-up di testi tratti dal sito. Una istallazione audio distribuita sui tre lati riproduce frammenti del paesaggio sonoro. Elaborazioni grafiche sono prodotte a partire dal tracciato della linea spezzata del percorso. Una istallazione interattiva consente di scorrere le sequenze fotografiche seguendo il percorso con il mouse. Istallazioni video imbastiscono altre narrazioni dell’esperienza. In sostanza una esperienza riuscita di laboratorio sulla rappresentazione del paesaggio urbano.
Da allora sono state fatte altre derive; ad esempio è stato iniziato un ciclo di sopralluoghi alla ricerca dell’attuale sorte di spazi una volta sede di occupazioni, associando racconti e testimonianze di come erano stati vissuti a informazioni ed immagini su cosa sono diventati. La qual cosa è andata a incrementare le pagine dedicate ad una parallela catalogazione delle più brutte o bizarre architetture di Firenze. Una successiva deriva fatta sul tracciato del cantiere della tranvia in costruzione ha dato l’occasione di allargare l’interesse verso le relazioni di potere che si dispiegano nell’area metropoltana. Stiamo facendo uno sforzo per aprire pagine informative e link ad altre fonti su quelli che sono i principali attori politici ed economici che gestiscono le trasformazioni e la produzione in questa città, con l’intenzione di tracciare quella che abbiamo chiamato una mappa delle relazioni metropolitiche, che riveli intrecci, interessi, partecipazioni e scatole cinesi attraverso cui si strutturano le ruling forces che guidano le trasformazioni del territorio.
Nel frattempo un altro passo nello sviluppo degli strumenti è stato fatto, aggiungendo al sistema online la mappa interattiva. Realizzata con il free open source software WorldKit?, adesso è connessa al sito una mappa su cui gli utenti possono liberamente intervenire, collegando punti linee o aree su una foto aerea di Firenze con pagine del wiki. Il sistema consente di accendere e spegnere diversi layers, che sono stati associati alle principali categorie di analisi del progetto. Sono stati ad esempio segnati i percorsi delle derive, riportate le aree calde, in trasformazione della città ed i principali luoghi ed edifici trattati nel sito..
Il sistema software nel suo complesso è ancora piuttosto rudimentale e instabile. Ciononostannte si sta rivelando già uno strumento utilissimo per la costruzione di un database elastico, cooperativo e sfaccettato in grado di trasmettere delle conoscenze sostanziose e produrre delle rappresentazioni elaborate. Ha il vantaggio di essere facilmente aggiornabile da un gruppo distribuito di curatori e da utenti occasionali. I risultati sin qui raggiunti hanno dimostrato l’interesse di perfezionare e diffondere il sistema, e suscitato possibilità di collaborazioni più ampie. Sul piano tecnico l’obbiettivo adesso è quello di sviluppare un unica interfaccia software che includa testo, database galleria di files e mappa, una vera e propria suite dedicata alla descrizione distribuita del paesaggio urbano. Sul piano operativo dell’elaborazione dei contenuti il compito ancora più arduo è quello di convogliare abbastanza energie e trovare le risorse per completare alcune operazioni di mappatura e pubblicarle, anche in formato cartaceo. Un ostacolo con cui il progetto si è scontrato è il fatto che non basta sviluppare strumenti per innescare una pratica diffusa di osservazione e critica dei processi che ci circondano, occorre spendere una grande energia nel costruire occasioni di coinvolgimenti e relazioni stabili tra soggetti interessati a portare avanti un simile progetto. Fino a questo momento il sistema si è rivelato efficace nell’aprire numerose finestre di osservazione, per iniziare diversi progetti di rappresentazioni cartografiche, ma non ha trovato la chiave per chiudere, per completare ad un livello sufficentemente dettagliato la fase di raccolta dati e sviluppare appropriate forme di restituzione. Il tempo rubato ai ritmi quotidiani, anche attraverso le modalità di rete, non consente sufficiente concentrazione da produrre risultati efficaci. Ciononostante CartografiaResistente avanza con passi discontinui e risultati gratificanti.
-- TWikiGuest - 31 Oct 2006
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