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(reportage in corso)
Venerdì 23 giugno 2006. Una deriva lungo il tracciato della futura linea uno della TramVia
Info Comune di Firenze.
Foto JP
Racconta Low
SanLorenzoaGreve era poco più che una landa incolta periferica fino all'insediamento della ipercoop e dei quartieri di edilizia residenziale che gli stanno intorno. La futura tranvia rientra in un processo di ricucitura con Scandicci sancito anche dal piano strategico? di questo comune che con i suoi oltre 50.000 abitanti rappresenta la principale città dormitorio dell'area metropolitana fiorentina.
Uno sparuto gruppo di coraggiosi, io, supermario, JP si ritrova la mattina di quella che si annuncia come una delle più calde giornate dell'anno a Firenze. L'appuntamento era sul viale Pietro Nenni, davanti ad un ipotetico cartello di fine Firenze che non c'è, ne troviamo uno di inizio Scandicci, fa lo stesso. Aspettando la new entry Ezio, entriamo nell' Ipercoop per un caffè. L'aria condizionata attrae vecchini in botta per il caldo micidiale, qualcuno con nipotini in affidamento. Luoghi o non luoghi, i centri commerciali sono l'alternativa di spazio pubblico che funziona. Tutti gli abitanti del quartiere che non sono al lavoro stanno qui a bighellonare o seduti nelle panchine in stato catatonico. Riesco anche a fare delle foto senza che stavolta mi zompi addosso un sorvegliante.
Racconta Ezio
Cerco un cartello con scritto FIRENZE. La mia attenzione nel frattempo è attratta dagli orti ben curati, protetti con cinte metalliche dal traffico urlante che preme contro le reti: le cartacce, i bicchieri plastificati con i due monticelli dorati e i subdoli compagni animati di bambini voluti obesi, i tagliandi di parcheggi e delle autostrade, biglietti dell�autobus (del frequentissimo e perennemente vuoto 16 a detta dei locali), scontrini, frammenti di pubblicità travolta dal traffico e incrostata di carbonio. E� la strada stessa che spinge contro le reti cercando di forzarle, quella spazzatura non è altro che notifiche di esproprio.
Tre metri e tre metri. Di qua e di là, si sfoga un coltivatore diretto bagnato da Viale Pietro Nenni e costretto a cedere una buona parte del suo fondo per far strada alla tranvia. Una volta le vie di comunicazioni erano funzionali alla vita e all�incasato, collegavano luoghi. Ora sembra che la strada (intesa estensivamente come via) si imponga come un fine, è la strada a strutturare i luoghi anzi a destrutturarli, riducendoli a uno spazio senza attributi specifici e scandito in km standard. DivagaEzio
Riprende Low
Nel parcheggio dell'Ipercoop c'è un settore pieno di camper. JP mi ha raccontato che in certe città nei parcheggi dei centri commerciali di periferia si stanno formando delle comunità di divorziati. Dovendo lasciare la casa al coniuge e non potendosi permettere l'affitto di una casa, si comprano un camper e ci vanno a vivere. Non so se questo sia il caso. Ma ci giro un pò in mezzo e noto che in almeno un paio di casi sembrano abitati. Una donna sta vestendo e pettinando le sue due bambine, divorziata o no non sembra proprio una turista in vacanza al confine tra scandicci e firenze...
Attraverso la strada attratto da alcuni mazzi di fiori attaccati ad una recizione. Qualcuno è morto qui. Sono sempre molto impressionato dagli altarini commemorativi che si formano agli incroci pericolosi, sui guard rail e sugli alberi in carreggiata delle strade. L'irruzione del tragico su un annimo pezzo di strada, il dolore dei familiari che rimane a sbiadire sull'asfalto per qualche mese o anno... Franco La Cecla ha scritto al proposito un bel pezzo intitolato "sacralità del guard rail" nel suo Mente locale Eleuthera Milano 1993
La grande rotonda di fronte all'iperccoop è cinta di reti metalliche ed è piena di traversine di ferro...sono già i binari della tranvia? Riprendiamo il percorso verso Firenze, il sole batte ed il caldo si fa già sentire.
Sulla sinistra campeggia il nuovo complesso residenziale di San Lorenzo a Greve. Posso solo dire che la bruttezza delle architetture è notevole e che questo complesso va assolutamente segnalato nel catalogo DelirioArchitettonico.
Di fronte ai nuovi insediamenti i nomi delle strade intorno tradiscono l'assetto agricolo della zona, come via del ronco lungo. Una ditta di smaltimento materiale elettrico, dei parcheggi recintati; dietro uno di questi un terreno incolto accessibile. inoltrandosi un pochino un piccolo orto.
Racconta Ezio
...nel frattempo i coraggiosi resistenti alla logica della quantificazione cartografica si danno da fare per contromappare, avversare, interrogarsi e ricordare. Fotografano e riprendono fra l�altro dei bambini che giocano sui bordi della barriera stradale (sempre più segregante e sempre meno unificante), in giardinetti striminziti (sempre più striminziti e sempre meno giardinetti) e sorvegliati dagli adulti, paranoici secondini del pudore dei piccoli, che immantinente si precipitano nella persona di una vecchietta a chiedere generalità e chiarimenti riguardo alla loro indesiderata presenza documentante con presunti intenti pedofiliaci.
Precedentemente il titolare di un noto autolavaggio self-service 24h situato poco prima dell�Ipercoop e corredato da un sugnosissimo mcdrive, li censurava con un sorriso affabile come un cazzotto e li invitava educatamente a fotografare piuttosto gli splendidi (a detta sua) esemplari del suo credo- non-tanto-lussureggiante hortus pubicus o piuttosto l�erba ben tosata della sua prediletta aiuola spartitraffico. Insomma già alla mia prima deriva ho potuto toccare con mano l�amore e la totale fiducia che questa città ripone nei suoi paladini geografici.
Mac Drive, Autolavaggio.
Micro orto urbano.
Giardino nascosto dalle siepi.
Cantiere sottopasso.
Antenne cellulari
Madonna dell'accogliensa. Piazza Batoni.
La montagnola. Giardino.
Lungarno del Pignone. Ponte.
Vittorio emanuele
porta al Prato.
Stazione
-- LoW - 22 Jun 2006
plastico tranvia
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